TREND nuove frontiere della scena europea

a cura di BIANCA MARIA SEZZATINI

Dal 22 al 27 aprile 2013 – “prima nazionale”
L ’Albero Teatro Canzone
STORIA DELLE TESTE TAGLIATE
di Marco Lupo
Valentina Martino Ghiglia, Luca Di Prospero, Lorenzo Bartoli
regia di Riccardo Festa

«Penso che la gente si sia abituata a qualsiasi cosa. Hanno visto di tutto. Anche se era lontano. Anche se sembrava impossibile vederlo, loro lo hanno visto. Quindi possono dire di averlo visto. E se lo hanno visto, possono dire di averlo fatto.»

Questa drammaturgia tenta di affacciarsi su quel vuoto di comunicazione che noi chiamiamo ‘famiglia’, riempie le bocche dei personaggi con la separazione da loro stessi, chiede se ciò che sono stati sia stato vero. Sono due uomini e una donna. Le loro vite si sono incrociate negli anni in cui le bombe esplodevano nelle piazze. Si sono amati come ci si ama nella vita. La donna ha scelto di non scegliere. I due uomini hanno rispettato la scelta. Le sono stati accanto, sempre. Senza chiederle nulla. Da questa unione a tre è nata la bambina.

I due padri non sono caduti nella faglia dell’onore. Dignitosamente, sono stati padre e padre. Crescendo la bambina è diventata donna, figlia di due padri, ha percepito la caricatura incisa sulle storie ascoltate da piccola, sulle storie che l’hanno accompagnata nella crescita. La caricatura del destino. La caricatura che pesa su ogni uomo e su ogni donna. Di più sulla donna, dice la bambina.

“Storia delle teste tagliate” è il racconto di queste vite confessate al teatro, della ripetizione finita delle differenze di classe, scrivania, portafogli e sesso che vibrano sulle attività umane come un diapason. Entra nella piega di ciò che non è possibile raccontare, di ciò che si può solo svelare.

Di quanto sia difficile, tremendamente difficile parlare a se stessi prima che agli altri, e parlare agli altri, coloro di cui si è certi: la famiglia, il nucleo di partenza, la breve storia che ci accompagna nella più grande e tremenda storia delle teste tagliate.

28 aprile 2013 (1 recita)
Trilly
IRENE NEMIROVSKY
di Massimo Vincenzi e Alberto Bassetti
con Francesca Bianco
musiche di Francesco Verdinelli

regia di Carlo Emilio Lerici

La storia vibrante ed emozionante di una grande scrittrice che, fuggendo verso la libertà, trova la morte sotto l’assurda e brutale follia dell’Olocausto. Un’autrice che rivive nel cuore e nella mente di milioni di lettori in tutto il mondo.

Francese o russa, Irène Némirovsky resta ebrea. Ebrea negli anni dell’antisemitismo più violento, donna in un mondo di uomini. Un marito che ne seguirà la sorte (la morte in campo di concentramento), due figlie che viaggeranno con un baule mai aperto con gli scritti di Irène. E un insanabile conflitto (presente in molti romanzi) con la madre in costante competizione con la giovinezza della figlia che rifiuterà le nipoti ma che conserva come unico bene nella cassaforte (si scoprirà solo dopo la morte) i romanzi di Irène. Una vita che è un romanzo. E una scrittrice che ricomincia senza fine i suoi romanzi per cesellare la penna. Cinica, crudele, capace di descrivere i sentimenti con finezza e perfezione. Una scrittura magnifica che mette in scena banalità mozzafiato disegnando perfettamente i personaggi secondo una tecnica in cui lavora la vita anteriore dei personaggi. Lo stile Némirovsky.

TREND
nuove frontiere della scena europea

X edizione – Italia
rassegna a cura di Adriana Martino e Antonio Salines
Teatro Belli – 16/28 aprile 2013

Direzione Artistica: Antonio Salines e Adriana Martina
Direzione Organizzativa: Carlo Emilio Lerici
Organizzazione Generale: Monica Belardinelli
Direttore Tecnico: Loris Pioppo
Audio, Video, Luci: Giulia Amato

Orario spettacoli tutte le sere alle ore 21,00
Prezzi posto unico € 10

Informazioni e prenotazioni 06 5894875
info@teatrobelli.it
www.teatrobelli.it

Teatro Belli – piazza Sant’Apollonia, 11a – (trastevere)

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