a cura di BIANCA MARIA SEZZATINI
a
In scena diversamente insieme
Progetto filantropia e cultura a cura di Alvaro Piccardi
III edizione -2012
Il progetto In scena diversamente insieme è strutturato come un laboratorio teatrale e si rivolge a quegli strati sociali che vivono un particolare stato di isolamento, solitudine e disagio: tossicodipendenti minori, portatori di handicap o diversamente abili, reclusi minori da integrare nel tessuto sociale, anziani abbandonati, fasce di disagio giovanile derivato dalle scelte professionali e dalle difficoltà di inserimento nel mercato del lavoro.
Il teatro si propone come percorso di inserimento nel tessuto sociale essendo in grado di valorizzare il grande patrimonio umano e creativo sommerso che vive dentro ognuno di noi, di risvegliare attitudini nascoste o sconosciute capaci di avvicinare l’uomo all’uomo e l’uomo alla sua storia.
Non è solo il teatro che esalta le sue funzioni sociali, ma è la società stessa che può trarre da questa esperienza stimoli e insegnamenti. Questi laboratori prevedono la presenza sia di persone con handicap o disagi, ma anche di individui normodotati.
Questo processo ha trovato gli strumenti adeguati per svilupparsi con i giusti interlocutori sia in campo sociale con strutture pubbliche, asl, assistenti sociali, dirigenti di penitenziari di cura, sia in quello artistico con attori, registi e soprattutto conduttori dei laboratori esperti di recitazione, danza, musica che hanno saputo portare a compimento un’esperienza forte ma anche molto delicata.
Ogni laboratorio ha caratteristiche autonome e differenziate ed è finalizzato ad uno spettacolo vero e proprio, fondamentale per il percorso didattico complessivo.
Ci auspichiamo nel futuro di creare scambi con esperienze simili che operino sul territorio nazionale e internazionale.
Tre sono i laboratori-spettacolo che abbiamo realizzato nell’anno 2012:
-
laboratorio integrato fra ciechi e vedenti a cura di Simonetta Graziano;
-
laboratorio integrato tra persone utenti del Dipartimento di Salute Mentale e persone di diverse etnie a cura di Giorgio Rossi e Ivan Truol;
-
in collaborazione con il Centro Studi Enrico Maria Salerno, laboratorio con i detenuti del carcere di Rebibbia N.C. a cura di Laura Andreini Salerno e Valentina Esposito.
Il rapporto tra la Fondazione Roma Arte – Musei, di cui è segretario generaleladott.ssa Tatyana Kasyanenko, e il Teatro Quirino – Vittorio Gassman,di cui è presidente Geppy Gleijeses, si rivela imprescindibile per la realizzazione di questo progetto curato da Alvaro Piccardi, a conferma altresì delle due fondamentali direttive che guidano l’attività della Fondazione medesima: filantropia e cultura.
Considerazioni generali
In questi tre anni di In scena diversamente insieme abbiamo realizzato laboratori con: i carcerati di lunga pena del carcere di Rebibbia, i ragazzi down insieme ad anziani, i giovani attori che soffrono il disagio di una professione precaria legata ad un mercato particolarmente instabile e incerto, i sordi in un laboratorio che ha previsto la presenza di normodotati, i giovani e non di etnie e culture diverse; siamo quindi in grado di fare alcune considerazioni.
La prima è quella che le differenze nel nostro caso non sono state vissute dai partecipanti come limiti, ma al contrario come una maggiore ricchezza, un confronto che ha permesso non solo di scoprire l’altro e i potenziali espressivi ancorché diversi ma proprio per questo più ricchi e interessanti di tradizioni e culture, ma di scoprire dentro se stessi la diversità, zone sconosciute che sono venute alla luce nella pratica del fare teatro.
I giovani portatori di handicap o con limiti fisici o sociali hanno rivelato una sensibilità e una capacità di stare in scena in modo molto naturale e nello stesso tempo ricco di forza espressiva davvero notevole. In certi casi possiamo dire che il loro atteggiamento ha influenzato in modo molto positivo i cosiddetti normodotati che spesso hanno difficoltà psicologiche nel rapportarsi alla ricerca della propria verità espressiva.
Si è formata così una consapevolezza e una maturità dei partecipanti ai laboratori, tanto che alcuni di loro hanno fatto richiesta di poter continuare in questa attività ed altri hanno per conto proprio continuato a lavorare insieme. Crediamo di aver gettato un seme importante destinato a crescere e a far crescere desideri, stimoli, riflessioni in grado di dare una percezione diversa di se stessi e del rapporto con gli altri, un modo di affrontare e vivere meglio una realtà a volte dura e dolorosa.
Il teatro, quindi, si è rivelato uno strumento importante, direi quasi un’arma, per sconfiggere o almeno combattere la tentazione all’isolamento, allo sconforto oaddirittura alla disperazione.
Questo era il fine dei nostri laboratori ed è con questo scopo che vogliamo continuare il nostro lavoro.
Fin dalla prima edizione di In scena diversamente insieme è nata la collaborazionecol CentroStudi Enrico Maria Salerno, diretto da Laura Andreini Salerno. Anche quest’anno abbiamo sostenuto il laboratorio con la Compagnia dei detenuti del Reparto G8 del carcere di Rebibbia N.C., diretta da Laura Andreini Salerno e Valentina Esposito.
Siamo orgogliosi di aver consolidato la nostra unione di intenti col Centro Studi Enrico MariaSalerno, che ha al suo attivo la coproduzione del film dei fratelli Paolo e Vittorio Taviani “Cesare deve morire”,basato sul lavoro teatrale di Fabio Cavalli con i detenuti-attori delReparto Alta Sicurezza di Rebibbia N.C.