Figli e pianeti

Gran vía edizioni presenta Figli e pianeti dello scrittore austriaco Clemens J. Setz “uno dei migliori debutti letterari dell’anno” come riporta il Frankfurter Allgemeine Zeitung a proposito del testo che “se […] non fosse così fresco e sfrontato, si potrebbe pensare […] sia il lavoro di uno scrittore dalla consumata esperienza, tali sono la sicurezza e la disinvoltura con le quali Setz racconta questa storia complessa”, come si legge sulle pagine del Süddeutsche Zeitung.

Il libro – edito in Austria nel 2007 – dalla forma grave e giocosa, è perfettamente strutturato nei contenuti, a testimoniare lo stupefacente estro del giovane autore – nato nel 1982 a Graz – che, dopo avere sorpreso la critica austriaca e tedesca, arriva a luglio 2012 nelle librerie di tutta Italia.

Le tre figure maschili di spicco sono: Karl Senegger, suo figlio Victor da poco scomparso, e René Templ.
Karl, anziano letterato, è una figura paterna disastrosa che si accorge del figlio quando ormai questo si è tolto la vita.
L’anima sensibile di Victor pare non aver retto all’eterno scontro col padre filosofo, meticoloso con le proprie teorie ma assente e sprezzante verso di lui. E se Karl è la caricatura dell’intellettuale paludato, Victor invece ha tutta la fragilità del genio incompreso.
Anima sensibile incapace di sopravvivere alle crudeltà del mondo, quasi fosse un Kafka contemporaneo, Victor a sua volta è incapace di instaurare un legame costruttivo con Andreas, bimbo prodigio figlio della fidanzata.

Il terzo protagonista, René, è un giovane scrittore spocchioso e nevrotico che accetta di aiutare Karl a curare il lascito letterario del figlio suicida, a cominciare dal geniale Libro delle Domande – altro esempio di arte scrittoria di Setz – in cui brucianti quesiti esistenziali, frutto di una emotività esagerata,  collegano Victor – autore del manoscritto –  a René – che ha il compito di revisionarlo: i due protagonisti così comunicano attraverso la letteratura, pur non essendosi mai incontrati.
Il Libro delle Domande – esempio di banale umanità a contrasto con la gravità dei problemi esistenziali dei protagonisti – accompagna il lettore lungo il romanzo, come un libro dentro il libro, senza che mai nessuno dia delle risposte alle surreali domande.

Tra le pagine del romanzo René e Karl instaurano una relazione morbosa padre-figlio, ma che svela nei confronti dei propri figli legittimi le rispettive mancanze, loro fallimento come padri. Nel caso di René verso  il suo piccolo figlio, che ignora tuffandosi nella letteratura e tra le braccia dell’amante. Per Karl verso Victor. Nel caso di Victor nei confronti di Andreas.
Con quest’ultima rivelazione si completa la descrizione di una galassia di padri e figli allo sbando, le cui vicissitudini non intaccano l’universo in cui si svolge la trama del romanzo, dove le donne sono rocce in confronto allo sbriciolamento umano degli uomini.

Il libro, lunare, malinconico e umanissimo, non ha una narrazione lineare perché i vari personaggi si comportano come pianeti orbitanti che a volte si avvicinano al lettore e si lasciano scrutare grazie a una prosa precisa e ipnotica.
Grande affresco di psicologie, piccolo capolavoro di equilibrio, che supplisce al lieto fine con un controllo stupefacente della parola: Setz sfodera la freddezza, l’acume e l’approccio alla sessualità tipiche di Michel Houellebecq, il tutto arricchito da un’attenzione al dettaglio e alla cultura di nicchia degne di David Foster Wallace.

Un’opera compatta e accattivante per lettori forti e amanti delle sfide letterarie che non guardano al genere ma all’ambizione dei temi e alla bravura di chi scrive.
A quattro anni di distanza, Clemens J. Setz è diventato uno degli autori più interessanti di lingua tedesca, capace di stregare critica e pubblico.

ISBN > 978-88-95492-22-3
Collana > altrevie
Pag. > 200
Prezzo > € 14.00
Genere > narrativa
Pubblicazione > luglio 2012

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