Il pensiero liberale in versione scenica in una intervista “possibile” con Massimiliano Finazzer Flory e Armando Massarenti

di GIULIANA de ANTONELLIS

In un momento come quello che sta vivendo l’Europa e in particolare l’Italia si sente la necessità, da più parti, di riflettere su quanto sta accadendo e su come intervenire.
Partendo dai Tea Party americani alcuni studiosi si son trovati a discutere di libertà, libertarismo, anarco-liberalismo, liberalità e cosi via, sino ad arrivare a chiedersi se ha senso oggi il pensiero che trae origine da David Fiedman. Costui, figlio del Premio Nobel Milton e professore di economia e diritto alla Santa Clara University in California, è il più autorevole esponente di quella corrente libertaria che sostiene “ la necessità di contenimento radicale dello Stato da un approccio pragmatistico trovando, nell’indagine economico-empirica, conferma del ruolo essenziale che giocano il diritto naturale di proprietà e il principio di non aggressione nella realizzazione di una società di uomini liberi”. Il suo pensiero è esplicito nel libro L’ingranaggio della libertà.Guida ad un capitalismo radicale, ove avvia un’analisi concreta dei vari settori del vivere associato in cui, con vantaggio di tutti, “sarebbe possibile riappropriarsi degli spazi di autonomia confiscati dalle cricche di politici, legislatori e burocrati che costituiscono le mille membra del Moloch statale.

Scuola, sanità, previdenza, giustizia, sistema viario, sicurezza, tutela ambientale, mass media, e tanti altri servizi vengono riprogettati da Friedman sulla base di principi non coercitivi, dimostrando come lo Stato sia la negazione di efficienza e giustizia, le quali non nascono da obblighi, divieti,costrizioni, ma dalla cooperazione di individui liberi e consenzienti”. Un concetto come questo oggi non trova riscontro pragmatico e da qui l’idea di inventarsi una lettura “scenica” con Massimiliano Finazzer Flory nelle vesti di Friedman e Armando Massarenti del Sole24oreDomenica. Una intervista possibile che ha dato voce al senso del libro e cioè: quello di “persuadere la gente che una società potrebbe essere sia libera che desiderabile, che le istituzioni della proprietà privata costituiscono il meccanismo della libertà, rendendo possibile ad ognuno, in un mondo interdipendente e complesso, di raggiungere il proprio scopo”.

Potrebbe sembrare utopica tale aspirazione, ma la realtà ci dice che in alcuni paesi ciò è già in atto. Quindi necessario veicolare una “cultura liberale, che stenta a trovare punti di riferimento nella cultura italiana. Cosi la casa editrice Liberlibri, che da 25 anni traduce e ripubblica libri introvabili o di difficile lettura, ha ridato alla stampa il libro di Friedman, andando,forse, controcorrente, ma di certo dando il là ad un tema molto discusso e discutibile: l’importanza di veicolare la cultura liberale, liberista,anarcoliberista, perché essa ha intriso la storia dell’economia mondiale.
A partire dalla pubblicazione del libro di Lepage “Domani il capitalismo” si ebbe una svolta liberista nel mondo che vide due esponenti monopolizzare la scena economica mondiale:Mary Tachter in Gran Bretagna e Ronald Reagan negli Usa.
La prima viene ricelebrata oggi con un film, il secondo con il suo “edonismo reganiano” è sempre attuale, specie in certe fasce della società.

Il 25 gennaio u.s. da un proscenio di una affollata Sala Collina, introdotti dal Presidente Salvatore Carruba e da Serena Sileoni, con “Si sarebbe potuto fare», Massimiliano Finazzer Flory ha dato una versione edulcorata, ma graffiante e ricca di spunti critici di una serie di concetti e aforismi di Friedman rispondendo alla scetticismo dell’autore dell’introduzione del libro, Armando Massarenti. ”Ho fatto una riduzione del libro di Friedman prendendo i passaggi più significativi: proprietà privata, mercato, differenza tra furto privato e furto pubblico”, asserisce Finazzer Flory, “Il tutto in 45 minuti. C’ è un deficit culturale sui meccanismi che regolano il mercato: non conoscendoli, non capiamo la finanza, l’ economia, cosa ci sta accadendo…”. Facendo notare inoltre che il testo è del 1973 e che queste idee sembrano cominciare a rivivere in alcuni temi della politica di oggi.

Tra i tanti aforismi citati, l’aforisma “alla gente deve essere permesso di vivere come vuole” potrebbe essere oggi troppo dirompente in quanto ancora utopicamente impossibile cosi come il messaggio della piéce teatrale.

Per coloro che desiderassero approfondire il testo è:
David Friedman
L’ingranaggio della libertà
Guida a un capitalismo radicale
 
TRADUZIONE DI PAOLA LANDI E MICHAEL LACEY-FREEMAN 
INTRODUZIONE DI ARMANDO MASSARENTI
POSTFAZIONE DI FABIO MASSIMO NICOSIA
 
Prima edizione: 1997
Seconda edizione: 2005
 
PAGINE XXVI – 350 EURO 16,53
ISBN 978-88-85140-23-3

http://www.liberilibri.it/

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