di MARTINA CECCO
Chi è Matteo Dean e che libro stiamo per recensire? Andiamo con ordine, per poter rendere giustizia a un giovane giornalista morto prematuramente a causa di quello che i suoi amici definiscono un “probabile” incidente.
Matteo Dean era un giornalista, collaboratore di diverse testate italiane e messicane, a 10 anni viveva in Messico, dove svolgeva la attività giornalistica come indipendente, ma anche insegnava italiano a Città del Messico.
Parliamo di lui in questo spazio per raccontare la sua visione di alcuni fatti storici accaduti tra Italia e Messico nel primo decennio del 2000, quello in cui ha lavorato come giornalista dal Messico e ha trasmesso numerose testimonianze e reportage che sono ora agli atti come pezzi di storia.
Le sue testimonianze finiscono con l’11 giugno del 2011, data in cui perde la vita in un incidente gravissimo, che ci ha tolto uno dei mille occhi che nel mondo raccontano la storia e la quotidianità.
Tra i diversi saggi che sono stati raccolti in “Palabras en Movimiento” edito da Ya Basta e Global Project, troviamo ad esempio la denuncia verso la manipolazione delle colture del mais messicano, a pagina 45 dove si trovano anche nomi e persone che sono direttamente coinvolte nella manipolazione del cibo agricolo, uno dei temi più scottanti che spesso anche in Europa sono posti alla vigilanza per la emergenza che esso comporta.
E ancora a pagina 61 il saggio sul narcotraffico, complessivo pezzo pubblicato su Decinformemonos nel 2011. Già da soli due argomenti difficili che spiegano come mai gli amici di Matteo siano sempre più propensi per pensare che il giornalista non sia morto per caso. Per il web Matteo Dean è ancora un motore pulsante, il suo blog data l’ultimo post, il 10 giugno del 2011, nessuno avrebbe mai potuto pensare che sarebbe stato l’ultimo.